Quando Alessandra è entrata nel mio studio aveva gli occhi di chi ha appena realizzato un sogno. Aveva acquistato una villetta a Marina Romea e non vedeva l’ora di trasformarla nel luogo che aveva immaginato per tanto tempo. La casa era il frutto dei suoi risparmi e desiderava che parlasse di lei.
Siamo entrate subito in sintonia, stessi gusti, stesso amore per i design, più o meno la stessa età, entrambe mamme.
La villetta era stata pensata come una specie di rifugio: il luogo dove andare a rilassarsi di quando in quando in inverno e dove trascorrere con la famiglia l’estate al mare. Poi, pochi mesi fa, Alessandra ha deciso di trasferirsi lì con tutta la famiglia e farne la casa da abitare ogni giorno dell’anno. E così anche gli spazi hanno subito un’evoluzione: la stanza inizialmente pensata per lo yoga è diventata oggi lo studio dove Alessandra pratica la medicina ayurvedica.
Una casa con un’anima libera

Alessandra ha un gusto deciso, eclettico e raffinato. Ama mescolare stili di epoche diverse, materiali e colori senza seguire regole troppo rigide. Eppure il risultato non è mai caotico e la casa appare accogliente e piena di carattere.
Dopo l’acquisto la villetta aveva bisogno di una ristrutturazione completa. Fin dal primo sopralluogo mi ha ricordato alcune ville in stile spagnolo di West Hollywood, con quell’atmosfera rilassata e imperfetta che trovo irresistibile.
Le pareti esterne sono state rifinite con un intonaco materico applicato a mano, volutamente irregolare, senza linee perfette o superfici troppo precise. Gli infissi, dipinti in un delicato verde salvia, dialogano con la pineta che circonda la casa e contribuiscono a creare una continuità tra interno ed esterno.
Per i pavimenti sono state scelte piastrelle industriali che reinterpretano il fascino del “fatto a mano”, di terracotta chiara, con superfici irregolari e bordi imperfetti, intervallate da piccoli inserti in ceramica bianca lucida che interrompono il ritmo con naturalezza

Il cuore della casa
L’ispirazione mediterranea prende forma soprattutto nel soggiorno, dove abbiamo realizzato un grande camino angolare completamente bianco. Non è solo un camino: la base funge da seduta, panca, quasi da divano in muratura che abbraccia lo spazio e invita a fermarsi.
Le pareti aspettano ancora di ospitare arazzi, quadri e oggetti, e forse è giusto così. E’ una casa in continua trasformazione e spero che conservi sempre il fascino del “non finito”, quello delle case che crescono insieme alle persone che le abitano.
Perché qui l’obiettivo non è la perfezione. È la libertà.
Una cucina disegnata su un quaderno
La cucina occupa la zona d’ingresso ed è volutamente essenziale. Gioca con pochi colori – bianco, azzurro e verde — e con geometrie semplici.
L’ho progettata su un quaderno a quadretti. E, in qualche modo, questa spontaneità si percepisce.
L’isola, interamente blu, separa in modo naturale la zona operativa dalla sala da pranzo e diventa il fulcro della vita quotidiana.
Colore, vintage e piccoli dettagli
I bagni sono piccoli ma ricchi di personalità. Sono spazi intensi, coloratissimi, quasi pieni all’inverosimile, ma capaci di trasmettere allegria e leggerezza.
La scala, invece, ha richiesto un semplice restyling: la balaustra è stata dipinta di un intenso color bordeaux, mentre i gradini sono rimasti bianchi. A completamento due applique di Fornasetti, il Sole e la Luna, due oggetti che dialogano e raccontano una storia.

Nel resto della casa l’illuminazione è affidata quasi interamente a lampade vintage degli anni Settanta: alcune
sono state ricevute in regalo nel corso degli anni, altre provengono da aste di design. Ogni pezzo aggiunge un tassello alla personalità della casa.

Le camere dei ragazzi
Le camere, entrambe mansardate, sono probabilmente gli ambienti più difficili da arredare perciò, per il momento, abbiamo scelto di non forzare il progetto e di iniziare semplicemente a viverle.
Una appartiene a Diana, la figlia maggiore di tredici anni. L’altra a Zeno, il piccolo di casa di otto anni.
È proprio la stanza di Zeno che racconta meglio lo spirito della casa. C’è un letto matrimoniale, un grande tappeto a pelo lungo, un copriletto di Lisa Corti, lampade Space Age. Non è certo la classica cameretta per bambini eppure, mentre fotografavo gli interni, Zeno continuava a ripetere che non avrebbe voluto cambiare
nulla. Era perfetta così. Anche senza un poster dei Pokémon, anche senza un vero armadio.
Credo che questa sia la conferma più bella che un progetto possa ricevere.
In questa casa si respirano energia positiva, amore e una straordinaria attenzione per i dettagli. Ma soprattutto si percepisce la libertà di costruirsi un luogo senza inseguire le tendenze o la perfezione.
Ed è proprio questo che io amo di più.