PREMESSA

Vivo in una villetta a schiera alla periferia di Faenza dal 2019, insieme a mio marito Andrea e a mio figlio Arik.

La casa apparteneva ai miei genitori e quando ci siamo trasferiti non la consideravamo il luogo ideale in cui vivere ma piuttosto come una sistemazione temporanea nell’attesa di andare a vivere all’estero nel giro di qualche mese.

Poi sono arrivati il Covid e una serie di eventi personali che hanno cambiato completamente i nostri piani. Così siamo rimasti e, anno dopo anno, abbiamo iniziato a trasformare la casa per far si che rispecchiasse pienamente il nostro modo di vivere.

Non una grande ristrutturazione tutta insieme quindi, ma tanti piccoli interventi, uno alla volta. Questo è il racconto del primo.

IL PROGETTO

Mini budget, grande personalità Il piano terra ospita il garage e un’ampia stanza affacciata sul cortile che in famiglia abbiamo sempre chiamato “la tavernetta”.

Quando ero piccola era il luogo delle cene con gli amici dei miei: un grande camino, un lungo tavolo e tante serate passate insieme.

Negli anni, però, la stanza aveva perso completamente la sua funzione. Dopo il trasferimento dei miei genitori e il periodo in cui la casa è stata affittata, si era trasformata in un gigantesco deposito di oggetti.

La casa è molto grande e vivendoci in tre non avevamo bisogno di un’altra camera per noi perciò abbiamo deciso di fare qualcosa di completamente diverso: svuotare tutto e trasformare quei 18 mq in un piccolo monolocale indipendente, completo di bagno, zona notte e angolo cucina.

L’obiettivo è stato quello di poter, eventualmente, ospitare amici, studenti o familiari senza rinunciare alla nostra privacy. Uno spazio piccolo, ma completamente autonomo.

Oggi lo abita Tacy, una ragazza inglese che trascorre l’estate in Italia e ci dà una mano con Arik il pomeriggio. Nei mesi scorsi ospitava una studentessa di design, e chissà chi arriverà in futuro. È proprio questa flessibilità che rende il progetto così interessante.

LA STRATEGIA

Volevamo spendere il meno possibile. Non sapevamo se avremmo davvero utilizzato quello spazio e non era un investimento pensato per generare reddito.

Quando il budget è molto limitato, l’unica vera risorsa è la creatività. Ogni scelta è stata fatta cercando il miglior rapporto tra costo, qualità ed effetto finale.

Ecco i consigli che mi sento di condividere.

1. CREARE UNA NUOVA STANZA

Se devi ricavare un ambiente all’interno di uno spazio esistente, il cartongesso è quasi sempre la soluzione migliore: è veloce, economico e relativamente pulito.

Un consiglio fondamentale: se prevedi di appendere mobili o mensole, chiedi di inserire all’interno della parete dei rinforzi in legno. È una piccola spesa che ti eviterà molti problemi in futuro.

2. IL PAVIMENTO

Demolire un pavimento esistente è costoso e richiede molto tempo. Perciò, quando è possibile, preferisco lavorare con un pavimento sovrapposto.

Prima di sceglierlo verifica sempre lo spessore: il nuovo pavimento deve consentire l’apertura della porta d’ingresso. 

Le porte interne in legno possono essere ridotte facilmente; modificare un serramento esterno, invece, è decisamente più costoso.

Per far sembrare uno spazio più grande consiglio sempre di utilizzare lo stesso pavimento in tutti gli ambienti, bagno compreso. Naturalmente dovrà essere adatto anche agli ambienti umidi.

Se ami l’effetto legno trovi ottimi laminati e pavimenti HPL, ma spesso non sono molto sottili e richiedono una posa professionale.

Io ho scelto invece un pavimento in gomma dello spessore di appena 3 mm. Viene venduto in piastre da 100 × 100 cm che si posano facilmente con nastro biadesivo specifico. Costa indicativamente tra i 15 e i 30 €/mq, è facilissimo da installare anche da soli, è morbido, resistente e molto semplice da pulire. Non a caso viene utilizzato anche in scuole e ospedali.

Ricordati infine del battiscopa: serve sia a rifinire il lavoro sia a coprire eventuali movimenti del pavimento. Io ne ho scelto uno in legno, alto 4 cm, verniciato con lo stesso smalto delle pareti.

Link pavimento in gomma REMP: https://www.remprubber.com/it/11-studway

3. IL BAGNO

La prima telefonata da fare è all’idraulico.

Prima ancora di pensare a piastrelle e sanitari bisogna capire se sia possibile portare acqua e scarichi nella nuova posizione.

Nel mio caso è stato abbastanza semplice perché nella vecchia tavernetta erano già presenti lavatrice e lavello. È bastato quindi solo ripensare il percorso degli impianti, nascondendoli all’interno della nuova parete in cartongesso.

Per il WC abbiamo utilizzato un Sanitrit. Il bagno misura appena (140 cm di larghezza).  Quando gli spazi sono così ridotti ogni centimetro è importante. 

Se non puoi incassare la cassetta del WC, valuta una cassetta esterna.

Personalmente continuo a preferire le vecchie cassette alte con la catenella rispetto a molti modelli contemporanei.

Se vuoi aggiungere un dettaglio speciale, esistono splendide cassette in ceramica colorata. Io, per ragioni di budget, ho scelto una versione in plastica.

Per i sanitari ho acquistato i modelli più economici disponibili, privilegiando forme compatte e arrotondate.

Avrei voluto utilizzare splendidi sanitari vintage degli anni Settanta firmati Richard Ginori o Antonia Campi, ma gli scarichi non erano compatibili.

Prima di acquistare un WC controlla sempre:

-scarico a terra o a parete;

-filo muro oppure distanziato;

-compatibilità con l’impianto esistente.

Sono dettagli tecnici che fanno davvero la differenza. In un bagno cieco, inoltre, non dimenticare mai una buona ventola di aspirazione.

Link sanitari: https://www.leroymerlin.it/prodotti/wc-clever-distanziato-scarico-parete-51×37-bianco-95858451.html

SOLUZIONI SALVA-SPAZIO

In ambienti molto piccoli ogni elemento deve lavorare a favore dello spazio.

Io ho scelto:

-una porta a soffietto rossa;

-una tenda al posto del box doccia.

La tenda continua a essere una delle mie soluzioni preferite: costa poco, aggiunge colore e può essere sostituita facilmente quando vuoi cambiare atmosfera.

Link porta a soffietto: https://www.amazon.it/dp/B0DS2S5X33/ref=sspa_dk_detail_3?psc=1&pd_rd_i=B0DS2S5X33&pd_rd_w=KJ3Sl&content-id=amzn1.sym.c0d2267b-8fb3-49e6-be76-fdd6b43efaa4&pf_rd_p=c0d2267b-8fb3-49e6-be76-fdd6b43efaa4&pf_rd_r=72MTCJZZK9TNC5NVECAZ&pd_rd_wg=DVxtx&pd_rd_r=ba50ea99-7d7f-4fee-b92f-7e033cf24d53&aref=n7Su5zGQ6d&sp_csd=d2lkZ2V0TmFtZT1zcF9kZXRhaWxfdGhlbWF0aWM

LE PIASTRELLE

Per contenere il budget ho rivestito soltanto la nicchia della doccia. Il resto delle pareti è semplicemente trattato con uno smalto lavabile.

Le piastrelle di qualità hanno costi importanti.

Le grandi lastre richiedono una posa molto costosa; il piccolo formato artigianale è meraviglioso, ma il prezzo sale rapidamente.

L’unica soluzione veramente economica sarebbe la classica piastrella 30×60 da capitolato, ma quella, nei miei progetti è ufficialmente vietata.

La mia scelta è ricaduta su una semplice piastrella 20×20 bianca opaca, costata circa 15 €/mq.

Il trucco per renderla speciale? Posarla fino al soffitto e scegliere una fuga a contrasto. La geometria delle fughe trasforma una semplice parete bianca in una composizione grafica che ricorda un quadro di Mondrian.

Link piastrelle: https://www.lepiastrelledirita.com/shop/piastrelle-bianco-lucido-20-x-20-paul-co-ceramiche-in-bicottura/?srsltid=AfmBOooXzqy_MNouAl8uuiM_q9Jxyqqi_Mo2Qojc3atWXnuGenWxEAet

RUBINETTERIA

Per la rubinetteria purtroppo bisogna spendere.

Se conoscete un’azienda che produce rubinetti colorati di qualità a prezzi accessibili, scrivetemelo: è una categoria difficilissima da trovare.

Per la doccia ho scelto una rubinetteria cromata, destinata a rimanere nascosta dalla tenda. Sul lavabo, invece, ho deciso di investire. Ho scelto un miscelatore Marti1921, un’azienda spagnola che realizza rubinetti personalizzabili nei colori RAL con un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Quando acquistate lavabo e rubinetto ricordatevi sempre della piletta. Quasi nessuno la include e va scelta con attenzione decidendo di coordinarla o al lavabo o al rubinetto. Sono i dettagli che fanno la differenza!

Link miscelatore Lavabo a Muro Martì: https://www.mamainterni.it/prodotto/miscelatore-lavabo-muro-marti-1921-mrt4/

UN PEZZO UNICO

Il lavabo è probabilmente il mio elemento preferito.

L’ho disegnato personalmente e fatto realizzare da un maestro ceramista faentino. Lo volevo semicircolare, salva-spazio e blu notte, come il pavimento e il rubinetto.

Ogni progetto dovrebbe contenere almeno un elemento artigianale e, se possibile, anche un pezzo vintage. Nel mio caso l’elemento vintage è lo specchio, trovato su Facebook Marketplace a 10 euro. È stato il primo acquisto di tutta la stanza.

CONTENIMENTO

Negli spazi piccoli preferisco mobili “mobili”. Sembra un gioco di parole, ma non è così.

Ho scelto il carrello Facet di HAY, facilmente spostabile e capace di offrire molto contenimento occupando pochissimo spazio.

Link carrello: https://www.mamainterni.it/prodotto/facet/

4. LA CUCINA

La cucina è volutamente essenziale.

Ho riutilizzato il frigorifero, la lavastoviglie e il banco inox IKEA che possedevo già. Ho aggiunto soltanto una piastra a induzione portatile.

La credenza è un vecchio mobile recuperato e riverniciato al cui interno trovano posto una macchina del caffè e una friggitrice ad aria.

Anche il rivestimento nasce dal recupero: due scatole di piastrelle avanzate dal rivestimento del mio bagno. Sono piastrelle Iris FMG della collezione Venice, effetto terrazzo nei toni del blu.

Quando la cucina non serve, una grande tenda, stampata con una mia grafica, la nasconde completamente. Anche questo contribuisce a far sembrare il monolocale più ordinato.

5. ILLUMINAZIONE

I punti luce a soffitto sono rimasti quelli esistenti.

Spostarli avrebbe significato rompere il soffitto e aumentare inutilmente il budget.

La mia collaboratrice Martina, esperta di stampa 3D, ha progettato e realizzato due piccole lampade perfette per questo spazio. Un esempio di come anche un dettaglio possa raccontare un progetto.

6. ZONA NOTTE

Per il letto cercavo qualcosa di estremamente leggero e così ho scelto una struttura metallica senza testata.

Per i vestiti ho preferito un appendiabiti autoportante invece di un armadio su misura.

La ragione è semplice: volevo che questo spazio potesse cambiare facilmente funzione.

Domani potrebbe non essere più una camera da letto. Potrebbe diventare uno studio, una palestra, un laboratorio o qualsiasi altra cosa.

Quando si ristruttura con un budget ridotto, la flessibilità è un valore enorme. Leggerezza e mobilità sono due principi progettuali che cerco di applicare ogni volta che penso a spazi destinati a evolversi nel tempo. Perché un buon progetto non è quello che risponde solo alle esigenze di oggi, ma anche a quelle che ancora non conosciamo.